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tradizioni
I Cacciatori di Nizza
fiamma reale
Sotto la reggenza del piemontese di Nizza e vicerè di Sardegna conte Ignazio di Thaon di Revel di Partolungo (investito da Vittorio Emanuele I dal settembre 1818 al settembre 1820) in aggiunta ai barracelli, svolgevano il servizio di pubblica sicurezza i Cacciatori di Nizza che avevano un distaccamento proprio a Macomer. E' ancora aperta la discussione tra gli storici riguardo le competenze che differenziavano le due milizie, è certo però che questi ultimi per far fronte ai continui spostamenti per servizio, non disponendo di cavalli, li richiedevano ai privati previa autorizzazione della curia baronale o del sindaco. Le continue richieste di cavalli per missioni esterne al villaggio, spesso non riguardavano ragioni di regio servizio, e questi comportamenti provocavano accese lamentele dei privati.
A tal proposito è noto un avvenimento del periodo:
un coraggioso e risoluto Sindaco Luca Pira, stanco dei continui abusi di potere da parte di alcuni militari, non avendo avuto soddisfazione alla richiesta di conoscere il carattere di urgenza nell'impiego dei cavalli, decise di negare l'autorizzazione. Il militare sequestrò il cavallo ad un barracello in servizio e scortò due donne fino a Bolotana. Dopo l'ennesimo abuso il sindaco convocò il consiglio comunitativo e decise di scrivere al vicerè per informarlo degli abusi e chiedendo le ragioni d'urgenza che imponevano con frequenza sempre maggiore, la disponibilità di cavalli per il Regio servizio.
fiamma di battaglione
Il testo della lettera:
Macomer 20giugno1919
Il sindaco e il consiglio comunitativo del villaggio di Macomer presentandi l'atto consolare con il più umile rispetto rappresenta all'E.V. che il comandamento dei cavalli che si fa per ordine dei cacciastori di Nizza comandante del distaccamento di questo villaggio e del brigadiere Testa, comandante la brigata dei moschettieri è tanto continuo quanto sono continui i loro piaceri e divertimenti per i quali se ne servono. Ne l'un ne l'altro vogliono fare la richiesta in scritto dei cavalli, che pretendono comandarci con far vistare la richiesta dal ministro di giustizia, ne questi vi si vuole ingerire con calcolare i casi nei quali devono farsi tali comandamenti in esecuzione dei stabilimenti veglianti onde è che quasi tutti i giorni si comandano dei cavalli e dei medesimi si servono i suddetti tenente Cantatore e brigadiere Testa per fare i loro divertimenti, per favorire i militari che vengono a visitarli e per divertire le madame come meglio rilevasi dal suddetto atto consolare al quale si riferisce. Supplica si degni V.E. per il tratto di sua innata giustizia lasciare quelle provvidenze che stimerà più efficaci perchè i suddetti comandanti non si abusino in avvenire del comandamento dei cavalli e perchè vi sia un contegno ed una regola con la quale possa senza sbagliare il Sindaco e il Consiglio ricorrente distinguendosi i casi di Regio Servizio per i quali unicamente debbonsi comandare i cavalli.
Luca Pira
L'esempio di questo Sindaco letto a distanza di oltre due secoli, e quindi con possibili errori di valutazione, è quantomai attuale e induce ad una attenta riflessione sul pubblico impegno di far proprie le istanze della comunità e di sostenerle con coraggio.