Associazione cavalieri Macomer


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Gutierrez

tradizioni

Famiglia Gutierrez

Negli atti d'archivio del Comune di Macomer il casato dei Gutierrez annovera tra i discendenti personaggi chiave della politca del periodo: Certo Stefano Gutierrez fu eletto consigliere comunale nel primo consiglio dopo la riforma delle amministrazioni locali voluta da Carlo Alberto (editto 7 ottobre 1848) (1).


Il Generale Gutierrez campione del mondo

Gli uomini e i cavalli che hanno fatto conoscere Macomer

Il Colonnello Paolo Angioni medaglia d'Oro Olimpica, Tokio 1964, nel completo a squadre descrive nel dettaglio i particolari di quel mitico giorno



"In potenza, fino alla metà del 1987, m 2.30 li hanno saltati 11 cavalli, tra cui Fanando, montato da Deriu (Roma 1985). Come avviene il salto in elevazione? Rispondo con le parole del generale (allora capitano) Antonio Gutierrez che il 27 ottobre 1938, a Piazza di Siena, durante i Campionati nazionali, stabilì il record del mondo, ratificato dalla FEI, di m 2.44 in sella a Osoppo (ex Froth Blower, nato in Iralanda nel 1923, alto m 1.79 al garrese). Erano in corso i Campionati nazionali. Alla gara di elevazione erano iscritti diversi cavalli. A m 2.20 netto era rimasto il solo Osoppo. Aveva così vinto il Campionato italiano. Il record precedente di elevazione era m 2,38 di Vol-au-Vent montato dal tenente francese Christian de Castries, stabilito a Parigi il 10 aprile del 1933. Nella giuria dei Campionati nazionali c'era il capo del Centro Preparazione Gare Ippiche della Scuola di Cavalleria di Pinerolo, da cui Gutierrez dipendeva, il colonnello Emanuele Beraudo di Pralormo. Presidente di giuria era il colonnello Amalfi. Pralormo, che aveva molto fascino su Gutierrez, gli domandò se non se la sentiva di tentare un salto di 10 cm più alto per avvicinarsi al record del mondo. Gutierrez accettò e la barriera venne alzata. Ma per una questione di buchi, la barriera risultò, dopo una mezz'ora di preparativi, di m 2.44. Nel 1992 ho invitato il generale Gutierrez (è nato nel 1904, è morto nel 2000) ai Pratoni del Vivaro, mentre dirigevo il "Primo corso maestri", affinché gli allievi conoscessero il grande cavaliere e lo ascoltassero in maneggio e poi in aula. In aula ha tenuto, più che una lezione, una chiacchierata (era un uomo sagace e spiritoso, che non si prendeva mai sul serio) sullo sport equestre e su come si montava e si monta. E' sorta così la domanda da parte di un allievo: "come ha montato davanti ai 2,44?". Non ho registrato la risposta. Ma le sue parole sono state all'incirca le seguenti: "In campo prova ho fatto lavoro in piano per mettermi il cavallo alla mano. Ho fatto pochi salti bassi per non stancarlo. Quando sono entrato in Piazza di Siena ho preso un bel galoppo. Ho diretto da lontano Osoppo sull'ostacolo di prova, che ha saltato bene. Ho fatto un grande circolo e ho aumentato il galoppo in direzione del siepone con barriere. Ho toccato il cavallo con la frusta, ho dato la voce (rana) e ho aspettato con un contatto leggero delle redini. Mi sono ritrovato al di là dell'ostacolo". Il record del mondo era stato battuto di cm 6".











Berlino 1939 Concorso ippico internaz. - ROMA Piazza di Siena con i fratelli D'Inzeo


ENTRA A FAR PARTE DELLA squadra azzurra nel 1927, partecipando fino al 1935 a diversi concorsi nazionali ed internazionali, quindi dal ’35 al ’37 prende parte ai corsi ufficiali a Pinerolo. Il 1° ottobre del 1938 a Piazza di Siena , in sella ad Osoppo, ottiene il primato del mondo di salto con la misura di 2,44. Sempre a Piazza di Siena, lo stesso anno, vince il concorso ippico. Ancora in sella ad Osoppo, nel ’39, conquista il titolo italiano di salto con la misura di 2,20. Riprende nel dopoguerra e nel ’50 diventa capo équipe della squadra italiana di salto ad ostacoli. In questa veste partecipa alle Olimpiadi di Helsinki nel ’52, di Stoccolma nel ’56, dove l’Italia conquista l’argento a squadre, e di Roma nel ’60, dove l’Italia è bronzo. Fra le altre affermazioni da segnalare ben undici vittorie conseguite nel ’53 con Oppes ed i fratelli d’Inzeo, in prove di Coppa delle Nazioni. (fonte: Associazione medaglie d'oro atletico.

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Arrivo del Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, in Piazza di Siena, per premiare l'Italia. Ritira la coppa il colonnello Antonio Gutierrez (1905), capo squadra




A
Macomer resiste anche a distanza di decenni la passione e la cultura per un nobile animale, due qualità che ora come in passato sono indispensabili per sentirsi uomo di cavalli che significa creare quel binomio indissolubile, che percorre le campagne e partecipa alle competizioni sportive con un'unico spirito che lo anima a fare cose impensate. L'abilità nel saper montare è una dote senza eguali che si affina col tempo, ma la sensibilità è dote naturale. Viene subito in mente, frugando nei trofei della storia equestre di Macomer, un autorevole esempio: il Generale Antonio Gutierrez detentore del record di salto in alto a cavallo nel 1938 a Roma, in Piazza di Siena su Osoppo, saltò di 2 metri e 44 centimetri. Recentemente l'ippodromo di Cagliari è stato intitolato in suo onore. L'inizio della sua storia coincide con la nascita di un metodo che ha rivoluzionato gli sport equestri, la disciplina del salto in particolare: il metodo "Caprilli".
l'immagine a fianco un articolo dell'
Unione Sarda del 27 ottobre 1938










Particolare impostazione del cavaliere che nel compiere il salto domina il cavallo a dimostrazione che il metodo Caprilli ha decisamente rivoluzionato la tecnica dell' equitazione: nella foto il figlio di Benjamin Piercy Henry su Baccarat








ROMA 05.05.1939
Mussolini assiste al concorso ippico di Piazza di Siena e alla conquista della "Coppa d'oro Mussolini" da parte dei cavalieri italiani. La squadra italiana fa il saluto militare in sella ai cavalli





ROMA 05.05.1939
Mussolini assiste al concorso ippico di Piazza di Siena e alla conquista della "Coppa d'oro Mussolini" da parte dei cavalieri italiani Mussolini premia i cavalieri italiani sotto lo sguardo di altri partecipanti, al centro il Capitano Antonio Gutierrez.


Gli ufficiali degli eserciti del periodo, studiavano i cavalli nell'atto di compiere " salto in libertà", le strutture ossee, le masse muscolari, le selle, i finimenti, le imboccature. Federico Caprilli nato a Livorno nel 1868 rivoluzionò il metodo di preparazione dei cavalli per le reclute dell'esercito italiano e per la monta in gara sul salto. Il coraggioso e geniale ufficiale studiò i movimenti dei cavalli in libertà e capì che avrebbero saltato meglio se il cavaliere, invece di dominarli buttando il peso del corpo indietro, appendendosi alle redini e quindi alla bocca dell'animale, avesse fatto il possibile per rispettarne i movimenti come fosse in libertà, accompagnandolo facendo coincidere il proprio baricentro con il baricentro del cavallo che salta. questo metodo segna la fine delle costrizioni in bocca per i cavalli, e introduce il rispetto dei loro movimenti naturali.
Il Capitano Caprilli purtroppo morì a soli 39 anni e dei suoi geniali studi e rimangono gli scritti riguardanti il metodo di insegnamento alle reclute. Le fotografie del tempo testimoniano tutta la sua efficacia raffigurando l'ufficiale livornese durante le gare, prima del suo metodo, i cavalli saltavano non più di 80 cm.
Solitamente ad un bravo maestro fanno seguito dei bravi allievi, il Generale Gutierrez era l'erede e il sostenitore di quel metodo,
passa il testimone ad un'altro macomerese Diego Deriu importante nome dell'equitazione nazionale, per rimanere nelle gare di potenza ricordato per aver superato nel 1985 a Piazza di Siena, il muro di 2 metri e trenta su Fanando come giustamente ricorda il Colonnello Angioni.
Il dovere di ricordare le qualità sportive di questi cavalieri si coniuga con il lustro che hanno dato in Italia all'estero alla comunità macomerese, fatta di allevatori ed appassionati del mondo equestre, che nascono da antichi insegnamenti, e con grande fierezza vantano l'eredità di un importante passato che confermano e intendono conservare.

(1) fonte OTTOCENTO da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II (1831 - 1861) Giovanni Cucca

Giancarlo Gutierrez la storia continua

Il colonnello Giancarlo Gutierrez, dimostra di meritare il testimone del fuorisclasse lasciatogli dal padre: Olimpionico a Stoccolma (i Giochi si svolsero a Melbourne, ma l'equitazione funse da prologo, nella capitale svedese) nel completo, dove si classificò settimo nell'individuale e quinto nello squadre, è stato un cavaliere polivalente ed ha sommato numerose vittorie e piazzamenti nei concorsi ippici internazionali sia nel completo che nelle gare a ostacoli. Ha partecipato a 268 concorsi nazionali, ottenendo 233 primi posti.






Roma 20.04.1952
Piazza di Siena, Concorso Ippico Internazionale Il tenente colonnello Gutierrez con in mano la Coppa delle Nazioni, e assieme alla squadra italiana mentre fa il saluto militare al termine del Concorso Ippico Internazionale




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