Associazione Cavalieri Macomer


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Processione S. Antonio

tradizioni

S. Antonio

E' una festa campestre che inizia il primo giugno e per tredici giorni i fedeli si recano al monte per seguire la messa. Il dodici mattina alle prime luci, tutta la popolazione accompagna il Santo fin sopra la montagna di S. Antonio che dista dal paese circa 12 Km., il 14 giugno ritornerÓ a Macomer alla presenza dei gruppi in costume dei fucilieri e naturalmente non possono mancare i cavalieri. Si sosta all'inteno della caserma dell'esercito, per proseguire all'interno del paese fino a raggiungere la via principale che porterÓ alla chiesa.



S. Antonio da Padova e i frati francescani

Il XIII secolo corrisponde all'insediamento in Sardegna di vari ordini ecclesiastici, il primo fu quello dei frati minori fondato da San Francesco da Assisi nel 1208. I frati minori godevano della protezione dei re d'Aragona (il primo fu Alfonso III che con diploma datato 15 maggio 1328 garantý la sicurezza ai luoghi di culto dei francescani. Dopo la morte di san Francesco l'ordine si divise tra i Conventuali che avevano ottenuto dal pontefice la facoltÓ di ottenere beni, e gli Osservanti che seguivano le regole di San Francesco. Si presume che i francescani abbiano proposto ai fedeli sardi la devozione anche al predicatore San Antonio da Padova. (il portoghese Fernando di Buglione discendente del crociato Goffredo). I suoi temi preferiti erano la pietÓ per i poveri e l'umiltÓ, morý a Padova il 13 giugno 1931 ed un anno dopo f¨ canonozzato da papa gregorio IX.


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La Chiesa

Fu edificata dai coniugi Salvatore Senes e Francesca Sanna che nel 1644 come atto di devozione a S, Antonio da Padova, fecero richiesta al Vecovo di Alghero di erigere una chiesa rurale "en lo lloch se diu San mauri de Frida.....lliun de la villa de Macomer sien millas" (nella localitÓ volgarmente detta San Mauro di Frida a cinque miglia dalla villa di Macomer) donando una dote adeguata, e previo consenso scritto (consensus seu licentia) del locale Parroco.
Tale concessione era perpetua (in perpetuum) riconosceva ai coniugi Senes ed ai propri discendenti in linea retta lo "ius patronatus" ovvero l'insieme di privilegi e oneri che competono ai cattolici fondatori di una Chiesa (quella appunto della montagna di Sas Coas, attuale montagna di San Antonio) tra i quali quello di nominare un Cappellano.








Particolare del parco della montagna di S. Antonio





La festa al Monte particolare della casa del priore adiacente la Chiesa (fonte Giovanni Battista Peana Canonico Teologo)

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I cavalieri accompagnano il santo dal monte fino al paese - da sinistra Peppino Angius, Francesco Sogos, Costantino Pau, Giovanni Deidda, Pietro Muroni (fonte Giovanni Battista Peana Canonico Teologo)


processione del 1940

processione del 1956

La Processione

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Il servizio fotografico Ŕ stato interamente realizzato da Antonello Porcu appassionato di fotografia al quale vanno i ringraziamenti dell'Associazione cavalieri per aver autorizzato la pubblicazione nel nostro sito




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