Menu principale:
iniziative
Il Villaggio di Badde Salighes
| partenza | ore 9 | Sede Associazione |
| territori | 2 | Macomer Bortigali |
| percorso | Km. 15 |
media difficoltà |
| pausa pranzo | ore 13,30 |
S. Leonardo |
| punti di sosta | Mulargia | |
| durata | 3 ore | |
| altimetria minima | ||
| altimentria massima |








Il villaggio racchiude la storia di un ingegnere Gallese Benjamin Piercy noto per aver realizzato le ferrovie dell'intera isola ma anche per aver realizzato a Padrumannu la più grande tenuta agricola della Sardegna con un consistente allevamento di bovini e un razionale caseificio che grazie alle agevoli vie di comunicazione, riusciva a trasportare i prodotti nei principali mercati. Fù inoltre il primo ad importare in Sardegna le fattrici purosangue inglesi che venivano allevate nell'azienda di Badde Salighes, l'allevamento diede impulso alla nascita del cavallo anglo arabo sardo. Questo raduno equestre è un'occasione unica per visitare la villa della famiglia Piercy e percorrere idealmente le gesta di un capostipite che aveva vinto la scomessa di produrre reddito e garantire manodopera dall'agricoltura attraverso la razionale e lungimirante gestione di un'imponente proprietà terriera nell'altopiano di Campeda.
il capostipite Benjamin Piercy
I discendenti




Benjamin Herbert Piercy (Bertie)
Inizialmente aveva intrapreso la carriera militare fino a conseguire il grado di Maggiore dell'esercito, per poi abbandonarla e venire a vivere in Sardegna (dove tutti lo conoscevano come il Maggiore Piercy). Decise di riscattare dagli esecutori testamentari le proprietà paterne di Padrumannu e Baddesalighes dove ha migliorato il cavallo sardo introducendo stalloni purosangue inglesi (molte delle sue fattrici furono coperte dal famoso stallone Politcullis, portato in sardegna da Lord Thomas Alnutt Brassey, che in Sardegna era proprietario di numerose miniere). Tuttaltro che estranea al mondo dei cavalli era sua moglie (nella foto con il figlio Gerald) Mildrida Soowry Cookson discendente di una famiglia molto nota in Inghilterra per il loro allevamento di importanti cavalli di razza purosangue inglese.
Nella foto la prima residenza dei Piercy, adiecente la stazione ferroviaria di Macomer, che sucessivamente divenne l'albergo stazione.
Nelle tenute di Baddesalighes e Padrumannu si organizzavano gare di caccia alla volpe e di polo per pony.




Donna Vera Piercy
Figlia del Maggiore Piercy aveva sposato un sardo, Giorgio Mameli (suo prozio era Goffredo Mameli) Ambasciatore italiano presso la Santa Sede. Grande appassionata di cavalli e sempre presente a tutte le principali manifestazioni equestri. In una foto del 1914 a cavallo del purosangue inglese Starlight, suo marito il Conte Giorgio Mameli nello studio della villa di Baddesalighes.
Donna Giorgina Mameli Giustiniani
Figlia di Vera Piercy ancora oggi viene spesso in Sardegna, alla ricerca di tutto ciò che può riportarla a conoscere nuovi particolari della sua famiglia e del suo trascorso nell'isola. I ricordi di Baddesalighes, non ultimo quello di amazzone, sono il motivo maggiore della sua costante presenza nell'isola, in particolare alla corsa che si tiene annualmente nell'ippodromo di Chilivani, in ricordo della famiglia Piercy.
Nella foto con i figli
il parco che circonda la villa








L'azienda di Padrumannu
Era la tenuta dove si svolgevano importanti appuntamenti con le corse di cavalli ad ostacoli (che diversamente dalle attuali corse a siepi gli ostacoli erani fissi) e ricchi premi in denaro anche per le migliori esposizioni di costumi sardi. La stampa locale del periodo ne descrive i particolari:
La Nuova Sardegna del 18.03.1892
La Nuova Sardegna del 19.03.1892
La Nuova Sardegna del 21.03.1892
La Nuova Sardegna del 23.03.1892
Fonti:
www.prolocobolotana.it
www.luigiladu.it
Florence's Diary - il diario di Florence Piercy terzogenita di Benjamin
Benjamin Herbert Piercy - La Sardegna dei miei ricordi
Sentiero Macomer Mulargia Badde Salighes
| partenza | ore 8 | sede Associazione |
| territori | 3 | Macomer Bortigali Bolotana |
| percorso | Km. 22 |
media difficoltà |
| pausa pranzo | ore 13,30 |
Badde Salighes |
| punti di sosta | ore 11,00 |
S Maria e Sauccu |
| durata | 4 ore | |
| altimetria minima | 600 | |
| altimentria massima |
990 |




La Necropoli di Filigosa
Si parte di primo mattino dalla sede dell’Associazione e dopo circa 1 Km. si attraversa la Necropoli archeologica di filigosa costituita da una collina tufacea in cima alla quale il nuraghe Ruju domina le quattro domus de janas. Gli scavi iniziati nel 1965 hanno riportato alla luce frammenti di vasi in ceramica decorata propri di una cultura preistorica risalente alla seconda metà del III millennio A.C. che richiama i collegamenti commerciali con altre Regioni della penisola, in particolare con quelle dell’Italia Centrale transitando dalla Corsica. Più residuali risultano i collegamenti con il mediterraneo orientale.
I numerosi ritrovamenti di ossa umane attestano la presenza di donne e uomini rispettivamente un’altezza di mt. 1,40 e 1,60 che confermano la pratica di riti funerari all’interno delle tombe.
Nelle foto il vasellame rinvenuto e la pianta di una delle tombe raffigurante sette celle e un corridoio di ingresso che comprende un focolare rituale.
Fonte:La tomba di Filigosa – Alba Foschi Nieddu




Mulargia
Intorno alle 9,00 si arriva a Mulargia l’antica Molaria dell’itinerario di Antonino, centro romano attraversato dalla strada proveniente da Cagliari che all’uscita del paese si biforcava per Turres e Olbia.
Arrivati al pianoro di Aidu entos (passaggio dei venti) si percorre un sentiero che presenta ancora i segni del passaggio dei carri trainati dai buoi
Nella foto la Chiesa di S. Elena,
Fonti: Aspetto fisico e prospettive economiche della Regione del Marghine –Salvatore Vacca








Il villaggio campestre di Santa Maria de Sauccu
Alle ore 10,45 costeggiamo il villaggio ubicato nell’agro di Bolotana e luogo di culto della comunità bortigalese. L’omonima chiesa le cui origini risalgono alla bolla di papa Callisto II datata 1122 richiama il periodo medioevale, in cui la curia romana avvicendava al culto greco bizantino, quello latino. In questo periodo numerose bolle papali fanno menzione della “ecclesia sancte marie de Sabucco”i cui atti pontifici confermano l’appartenenza all’ordine dei Benedettini di Monte Cassino.
Il ritrovamento di un manoscritto del 1600 Libru de sa Eclesia de Santa Maria de Sauccu, conservato nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Bortigali, contiene l’amministrazione della chiesa inclusa l’organizzazione della festa, interamente scritto in sardo logudorese. Di anno in anno si tramanda l’usanza di nominare s’oberaju (l’obriere che ha l’onore di fare la festa).
Nella foto Il monte di Santu Padre
Fonte: il libro dell’Opera di Santa Maria de Sauccu – Italo Bussa




La tappa conclusiva
Intorno alle 12,30 si arriva a Badde Salighes