Associazione cavalieri Macomer


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Conte Pinna

tradizioni

L'allevamento del Conte Pinna







Il Cav. Don Salvatore Antonio Pinna per aver innestato 10.000 olivastri ad olivo, il 2 aprile del 1843 venne insignito (Regio Editto del 3 dicembre 1806) dal Re Vittorio Emanuele I del titolo senza predicato (cioè non trasmissibile agli eredi) di "Conte" a seguito del quale fu chiamato "il Conte degli olivi"
Nel '700 esistevano nell'isola numerose mandrie di cavalli semiselvaggi e tra le più conosciute e importanti della Sardegna per numero di cavalli e qualità dei soggetti erano quella del Duca di Gandia, della casa spagnola dei Borgia ma sopratutto quella di Padrumannu dei Pinna di Macomer.

Dopo l'abolizione dei feudi avvenuta nel 1836, ottenne in subaffitto per sei anni (dietro il pagamento della somma annua di 15.840 scudi paria a 9.600 lire sarde) (1) il tancato di Padrumannudel appartenente al Regio Fisco (circa 6000 ettari) dove incrementò l'allevamento di bovini e cavalli. Questi ultimi furono molto aprezzati dal Duca Francesco IV d'Austria-Este (foto in basso) in occasione di una visita all'allevamento. Un gruppo di fattrici furono acquistate da Benjamin Piercy, che ben presto ebbe modo di aprezzarne l'attitudine alle attività sportive, una di queste la portò nel Galles ed ebbe un puledro dello stallone Golden Cross del Duca di Westminster. Il puledro dal nome exile divenne un ottimo cavallo da caccia (hunter) e si distinse vincendo numerosi "stepple

-chases" (corsa ad ostacoli di vario tipo siepi tronchi, su pista delimitata) nonchè nel 1891 vinse in Inghilterra la prestigiosa Winstay Hunt Cup.
Inoltre il Conte Pinna incrementava i suoi lauti guadagni anche dalla vendita dei cavalli
alle truppe militari dei vari distretti che si approvigionavano dall'allevamento di Padrumannu. Riuscì così ad incrementare notevolmente il suo patrimonio tanto da ascquisire a pieno titolo la posizione di notabile uomo d'affari più in vista di Macomer e del Marghine. Rimasto vedovo nel settembre del 1744 sposò in seconde nozze la bolotanese donna Martina Scarpa che alla sua morte ereditò il notevole patrimonio che gestì con grandi capacità gestionali (2)
Ereditò il patrimonio e la Concessione Don Gioacchino che proseguì l'attività paterna oltre ad occuparsi dell'attività politica di Macomer che lo portò a ricoprire la carica di primo cittadino dal 1889 al 1892.

(1) ASN, Tappe notarili, auto de sub harrendamento de las rentas del Partidi del Maguiny 6.11.1751
(2) Settecento Sabaudo - Giovanni Cucca pag. 131


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Il palazzo del Conte all'ingresso di Macomer


Il Duca Francesco IV d'Austria-Este

fonti:
- La Sardegna dei miei ricordi-Benjamin Herbert Piercy
- Macomer - Felice Cherchi Paba


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