Associazione cavalieri Macomer


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Processione S. Pantaleo

tradizioni

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La Chiesa

Edificata tra il Cinquecento e il Seicento, in stile gotico-catalano presenta una facciata intonacata, tripartita da lesene, il portale in trachite con ornamenti a rilievo. L'interno è diviso in tre navate.


La storia del Santo

S. Pantaleone martire cristiano vissuto all'epoca dell'imperatore romano Caio Valerio Massimiano, tristemente famoso per la ferocia con cui perseguitò i cristiani. Nasce a Nicomedia città appartenente alla provincia romana della Bitinia (l'attuale città turca di Izmit) dove esercitava la professione di medico.
Nei primi anni del IV secolo la persecuzione non risparmiò neanche Pantaleone, la sentenza fu eseguita il 27 luglio del 305, mediante decapitazione. A condannare Pantaleone sarebbero state anche le qualità taumaturgiche attribuite alla fermezza della sua fede cristiana, che accompagnavano l'esercizio della sua professione medica.


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Il Miracolo


Risale al primo pomeriggio del 30 maggio del 1627 giorno in cui dei forestieri accompagnati da macomeresi entrarono a visitare la Chiesa e osservando l'immagine di San Pantaleo videro il volto del Santo grondante di sudore, ed asciugato il sudore videro il volto mutare di colore, ora pallido, ora rosso intenso. Il documento che descrive il Miracolo fu ritrovato nella seconda metà del 1700 all'interno dell'archivio Parrocchiale fu redatto nella forma dell'attestazione giurata.
Il ricordo di questo importante evento si rinnova ogni anno con festeggiamenti civili e religiosi







processione del 1946


La processione

E' il Santo Patrono di Macomer si festeggia il 27 luglio con una processione solenne che si snoda per le vie del paese, attraversando il centro storico per poi percorrere la via principale e fare ritorno in parrocchia. I cavalieri sono tra i principali protagonisti della giornata dove folclore tradizione e appartenenza sembrano essere un tuttuno. Infatti dal giorno prima si intravedono i cavalli percorrere le vie del paese, la Sede dell'associazione si affolla di cavalieri che mettono a punto gli ultimi dettagli per il giorno seguente. Di primo mattino inizia a sentirsi il rumore degli zoccoli assieme a quello della brusca e della striglia, mano mano che sorge il sole aumenta la frenesia dei cavalieri che trasportano i finimenti nelle scuderie e che sellano i cavalli bardati a festa. E quasi ora di raggiungere la Chiesa, la fierezza del cavaliere è un tuttuno con quella del cavallo, scandita dall'intonazione de Sas chiglias (il collare di campane che ciascun cavallo porta attorno al collo), che si alternano agli spari dei fucilieri. ora che tutte le pariglie sono arrivate in piazza, la processione ha inizio. La gente si ammassa lungo il Corso, è un vociare continuo, il suono deciso della banda musicale si unisce allo scalpitare dei cavalli. Al rientro nelle scuderie ci si siede a tavola nel profumo dei gnocchetti sardi e del maialetto arrosto che attenua la stanchezza e i cavalieri davanti al tintinnio di bicchieri di vino rigorosamente rosso concludono la manifestazione.


foto di Angela Murgia su Facebook

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