Associazione cavalieri Macomer


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Marchesa del Marghine

tradizioni

Donna Maria Giuseppa Alfonso Borgia Pimentel

La Marchesa del Marghine,
La
Duchessa di Benevente e Gandia
e il concordato con il Regio Fisco

frontespizio e prima pagina della carta reale

Personaggio chiave del Marghine giudicale (secoli X-XIII), secoli in cui l’isola era suddivisa in quattro regni o Giudicati: Torres o Logudoro, Gallura, Arborea e Cagliari. Discendente del casato dei Borgia e moglie di Pietro Tellez Giron erede dello Stato d'Oliva, nel 1767 il Re Carlo Emanuele III restituì il feudo agli eredi di Oliva, giunti finalmente a un accordo: Maria Giuseppa Pimentel assunse allora i titoli di principessa di Anglona, duchessa di Monteacuto, marchesa del Marghine e contessa di Osilo e Coghinas. Il 5 marzo 1843 i Tellez Giron cedettero nuovamente i propri diritti al fisco.



A seguito del concordato tra il R. Fisco di Sardegna e la Duchessa di Benevente e Gandia per le signorie e incontrade di Monteacuto, Anglona, Marghine, stipulato il 24 luglio del 1767, la feudataria si obbligò, con la VI clausola, di rispettare le disposizioni delle Reali Pragmatiche nelle predette incontrade e di riattivare nella tanca denominata Padrumannu l'allevamento di cavalli mediante l'introduzione di stalloni «che si convengono alle cavalle di Sardegna, come sarebbero quelli di Barberia, Danimarca, o altri d'indole ugualmente generosa e vivace». Fu subito disposto l'acquisto di due stalloni, impegnandosi ancora di rinnovare ogni cinque anni i riproduttori, mentre il R. Patrimonio di Sardegna diede consenso ai possessori della Tanca la libera estrazione di sei cavalli, franchi di ogni diritto fiscale. Nel concordato fu stabilito anche l'innesto degli olivastri e la introduzione dei moderni sistemi di estrarre l'olio della miglior qualità e di impiantare «praterie artifiziali , delle stalle e fienili per ricoverare e mantenere i bestiami, e introdurre pecore di Spagna e Barberia». Con Pregone Viceregio del 10 febbraio 1778 fu disposto l'obbligo, d'allora in poi, di far marcare i loro stalloni, cavalle, puledri, puledre soltanto dalla parte sinistra, «riservando il diritto di marcare alla destra alla sola Razza del Re». E questo sotto pena, ai contravventori, della perdita dello stallone, cavallo, puledro o puledra, che si venisse a trovare

nelle foto la Marchesa del Marghine

marcato, o contro-marcato alla parte diritta; in caso però fosse fatto qualche scarto, alla suddetta razza reale, i cavalli che venivano scartati subivano prima la marchiatura della coscia sinistra di un R. S. che indicava che il cavallo veniva venduto e acquistato in maniera lecita; e se ne teneva conto in apposito registro, dove veniva annotato il giorno della vendita, la taglia, il mantello, l'età ed altri connotati del soggetto venduto. Con lo stesso editto veniva rinnovato il contenuto della Pragmatica di Sardegna, Titolo 43 - Cap. 17, sull'obbligo fatto ai feudatari di mantenere almeno 15 cavalle e uno stallone per la propagazione della specie, sotto pena stabilita dalla stessa legge.Il 18 marzo del 1778 e 14 novembre del 1780 furono inviate circolari viceregie per il miglioramento della razza dei cavalli e l'innesto degli olivastri.



La transazione

Deceduti il conte D. Antonio Francesco Pimentel e di D. Ignazia Maria Borgia (figlia di D. Pasquale Francesco Borgia e sorella delli furono Luigi e Marianna Borgia duchessa di Bejiar) si contendevano l’eredita il duca di Benevento Francesco Pimentel e la duchessa di Gandia che rappresentavano esser loro gli unici e legittimi eredi di questi stati.
Morto l’anzidetto duca di Benevento, la duchessa di Gandia, curatrice e tutrice di D. Maria Giuseppa Alfonso-Pimentel presentò i documenti necessari per provare la filiazione di essa pupilla ed il diritto di succedere in questi stati, e supplicò il Re di transigere su questa lite rimettendosi alla generosità sovrana.
In vista di questa domanda si stipulò lo stromento di transazione, che fu approvato dal Re sotto li 24 luglio 1767.
Gli accordi presi erano i seguenti:
1)
Che si leverebbe il sequestro delle incontrade del Marghine, Montacuto, Anglona, Osilo e Coguinas, e che i frutti dal 1.º gennajo 1767 apparterrebbero alla duchessa.
2) Che si rimetterebbero alla duchessa gli stati de’ redditi e pesi annessi a dette incontrade.
3) Che ogni anno cominciando dal 1.º gennajo 1768 sino al 1793 cioè per anni venticinque si pagherebbe dalla R.


nella foto Pietro Telles Giron

Cassa la somma di lire vecchie di Piemonte 10 mila per esser convertita negli infraespressi oggetti, cioè:
Lire 3000 da distribuirsi ogni anno dalla duchessa e successori in 15 doti da 200 lire a figlie povere ed oneste delle ville d’aria malsana delle suddette incontrade che si mariterebbero a giovani poveri, agricoltori o pastori:
Altre lire 3000 per promovere la coltivazione ed il prosperamento del bestiame, introducendo pecore di Spagna a migliorare la razza sarda:
Altre 3000 per …?
E finalmente lire 1000 da applicarsi per la manutenzione di cinque alunni nel collegio di Sassari, i quali fossero nativi di dette terre malsane, perchè si potessero avere nelle medesime buoni parrochi, e vi risiedessero senza danno della sanità.
4 e 5. Che le prefate duchesse si darebbero per contente e non insisterebbero in alcuna domanda mediante il pagamento di lire 100 mila di Piemonte, facienti scudi sardi 25 mila.
6.
Le medesime sarebbero obbligate di provvedere per la tanca di Padrumannu due de’ migliori cavalli di razza, che cambierebbero ogni cinque anni.
Il Re approvava la transazione con diploma de’ 17 settembre 1767, e confermava le antiche concessioni delle incontrade di Montacuto, Anglona, Marghine, Macomer, Osilo, Coguinas, in favore della contessa e duchessa di Benevente e Gandia, D. Maria Giuseppa Alfonso-Pimentel, erigendo la prima in ducato, la seconda in principato, la terza in marchesato, e le altre due in contado con facoltà al possessore di cedere questi titoli al primo e posgeniti.
Nel dì 21 gennajo 1768 il causidico Cesare Baille, procuratore generale della prefata duchessa, dopo richiesta al R. patrimonio di esser immesso in possessione, ebbelo accordato per sentenza di quel giorno.




1 Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Dispacci Viceregi, Vol. 308, p. 67.

dal sito http://www.sardegnacavalli.it

Equini esistenti nelle Regia Tanca di Padrumannu nel 1761 nota 2

Stalloni esistenti nella Tanca Regia di Padrumannu nel 1761 nota 3

Sesso ed
età
n. equini
Stalloni 5
Cavalle
saltate
62
Cavalle con
redo
20
Cavalle
pregne
15
Poledri di 3
anni
8
Poledri di 2
anni
6
Poledri di 1
anno
26
Poledre di 2
anni
16
Poledri di 1
ann0
13
Poledri e
Poledre
allattati
35
Totale 206
Nome Nazione Mantello Età
Sapelaro Italiano Grigio
sturnello
12
Sultan sardo Castano
scuro
6
Bien fait Sardo Grigio 6
Redoutable Sardo Grigio scuro 6
Saporito Sardo Grigio 6
Totale 36

2 Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, Vol. 1561

3 Archivio di Stato, Cagliari, Archivio Antico, Vol. B.C. 38, p. 244 tergo. 14 Carta Reale di S. Maestà che approvava l'adeguamento tra il Regio Fisco di Sardegna e l'eccellentissima Signora Contessa Duchessa di Benevente e Gandia, Contessa d'Oliva ecc. Torino MDCCLXVII, op. cit.


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