Menu principale:
tradizioni
La cavalleria miliziana
Nei primi dell'800 le competenze di polizia rurale e pubblica sicurezza venivano affidate alla compagnia barracellare che durava in carica un anno ed era nominata dal consiglio comunitativo, organo di gestione politico amministrativa del villaggio (Regio Editto di S.M. 24 settembre 1771 re Carlo emanuele III). I requisiti richiesti ai componenti erano quelli di avere doti di equilibrio e onestà, in particolare al capitano era anche richiesto di avere un consistente patrimonio. Sin dal 1799 i barracelli disponevano di divise ed armamenti propri ed essendo inquadrati nelle file dell'esercito si dovevano attenere alla rigida disciplina militare.Visto il dilagare di furti di varia natura Carlo Felice stabilì criteri di maggior severità nella scelta dei componenti e impose al delegato di giustizia al sindaco e al censore locale un rapporto mensile. I miliziani svolgevano i servizi di ronda nelle campagne e nelle strade del paese, vigilarono anche in prossimità delle coste le possibili invasioni dell'isola.
Sotto il regno di Carlo Emanuele IV non soddisfatto del contenimento dei disordini, decise di riorganizzare il corpo miliziano rivolgendosi alle persone da lui ritenute di maggior fidicia e fedeltà al sovrano. L'avvocato Salvatore Pinna e Don Onofrio Fois vennero nominati commissari per il Marghine e trasmisero al reggente della cancelleria Regia, la nota dei componenti della cavalleria miliziana di Macomer nominati dal Consiglio Comunitativo.
I miliziani esistettero sino al periodo giudicale di Eleonora d'Arborea
fonte: Macomer documenti cronache e storia di una Comunità - Ottocento - da Carlo Emanuele IV a Carlo Felice (1800 - 1831) pag. 66