Associazione Cavalieri Macomer


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Famiglia Fois

tradizioni






Nel periodo giudicale, avevano il titolo di donnos titolo che spettava solamente al giudice ed i membri della sua famigliae ai grandi proprietari fondiari (liberos mannos o majorales). Dalla corrispondenza del Duca di Gandia del 1616 risulta che un ramo della Famiglia Fois si stabilì in Macomer, costruendo un palazzetto nell’attuale Piazza Santa Croce, appartenuta successivamente ai nobili Sequi cui giunse per eredità. Assieme ai Delitala (un discendente di Geronimo sposa Magdalena Foys) costituivano le due casate più potenti del Marghine.








llustre esponente del ramo di Macomer della famiglia fu Don Nicola Fois Discendente di Don Onofrio Cavallerizzo maggiore ( i signori che addestravano cavalli presso le corti delle grandi monarchie e dei grandi Signori europei, erano chiamati "Cavallerizzi", colui che li comandava, li istruiva, ne era responsabile, era chiamato "Cavallerizzo Maggiore") e Governatore del centro stalloni della Tanca Regia di Paulilatino dal 29 giugno 1609. Nel suo testamento Gerolamo Delitala nomina tutore del figlio Angelo il giovane nobile "donzell" (cioè giovane di nobile origine prima di diventare cavaliere) Noffre Foys (Onofrio Fois).


Titoli cavallereschi











Fu insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (fondato nel 1572 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia che, con l'approvazione della Chiesa (Bolla di Papa Gregorio XIII, 16.9.1572) Ordine ospitaliero che distingueva in "Cavalieri di giustizia", con prove nobiliari, e "di grazia", per benemerenze. Questa distinzione fu abolita dalla Casa Reale nel 1851 allo scopo di riconoscere soprattutto la nobiltà delle opere nello spirito di un radicale rinnovamento dell'Ordine.



Fu anche insignito dei titoli di Commendatore dell’Ordine al Merito di Savoia e Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon.


Ricco possidente che nell’ottobre del 1799 capeggiò una rivolta contro una sentenza della Reale Governazione che assegnava la località di “Sas Conzas” nei pressi di Borore, al Comune di Macomer. Insieme a Don Salvatore Antonio Pinna ed al prete Francesco Luigi Porcu occupò i terreni feudali di Borore e Bortigali, arandoli e seminandoli e nonostante altre sentenze contrastanti riuscì – per oltre 30 anni – ad imporre la propria volontà su quei fondi anche con l’uso della forza ed imponendo ai propri contadini il regolare utilizzo delle terre e dei pascoli contestati

Archivio Storico di Cagliari – Atti della Reale Udienza – Causa tra la Comunità di Macomer e quella di Borore – Fasc. 360 e 800.

Quaderni Bolotanesi n. 34 anno 2008 - Italo Bussa - Geronimo Delitala e il suo testamento (1605)




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