Associazione Cavalieri Macomer


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currere a puddas 2011 convegno

tradizioni




in collaborazione con


e con la partecipazione di


L'Associazione Cavalieri Macomer


Nell’ambito della VI edizione
Currere a Puddas 2011



Promuove il Convegno

Tradizione equestre e antichi sapori del carnevale del Marghine
Quanti secoli fa:
ricordi e riflessioni per risalire alle origini della cultura dei popoli

Macomer 5 marzo 2011 ore 18,00 - Salone Castagna





Inizio Ore 18,00

Saluto del Sindaco di Macomer
Avv. Riccardo Uda

Coordina i lavori
Dott. Claudio Falchi
Associazione Cavalieri Macomer

Relatori
Dott. Giovanni Biccai
Vice Sindaco e Assessore al Turismo e alla Cultura

Prof. Paolo Fois Docente di Diritto dell’Unione europea:

La tutela e la valorizzazione nel patrimonio culturale negli atti internazionali e nazionali

Prof. Alberto Moravetti Presidente del Dipartimento di Storia Università degli studi di Sassari:

Dott.ssa Paola Porcu Biblioteca Centrale Università degli studi di Sassari:
"Il cavallo sardo nelle collezioni della Biblioteca Universitaria di Sassari"

Salvatorangelo Murgia Poeta e Cavaliere: I ricordi del passato

Prof. Pier Gavino Vacca giornalista equestre:
Storia del cavallo nel Marghine

Maurizio Cossu Consorzio Produttori del Marghine:
L’importanza degli antichi sapori nella promozione del Marghine

Rag. Roberto Lai Studioso di storia della Sardegna Catalano Aragonese:
L'influenza Catalana nel Centro Sardegna

Ins. Salvatora Miscali esperta di tradizioni locali:
Macumere: Carrasegare in sa memoria

Rag. Giovanni Cucca storico e scrittore macomerese:


Interventi e dibattito

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DEGUSTAZIONE
con produzioni tipiche
del
MARGHINE


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Atti del Convegno


Prof. Paolo Fois


Docente di Diritto dell’Unione europea, già Ordinario di diritto internazionale e Preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Sassari, consigliere regionale, presidente della III Commissione regionale per le politiche comunitarie, scrive su riviste scientifiche e su quotidiani e periodici.


La tutela e la valorizzazione nel patrimonio culturale negli atti internazionali e nazionali







Dott.ssa Paola Porcu

Funzionario della Biblioteca Centrale Università degli studi di Sassari

Il cavallo sardo nelle collezioni della Biblioteca Universitaria di Sassari



Salvatorangelo Murgia

Poeta: autore di diverse raccolte di poesie in lingua sarda nei libri FRINAS e BISOS E ISPERAS. Cavaliere: ha partecipato ai primi concorsi ippici di Macomer misurandosi con impontanti cavalieri del periodo come Oppes Gutierrez e i fratelli Dinzeo

Sos ammentos mios - I miei ricordi

I miei ricordi del carnevale e di currere a puddas, risalgono agli anni precedenti la seconda guerra, quando avevo cinque sei anni e andavo insieme ai miei coetanei a prendere i primi posti nella strada dove erano appese in alto le galline vive.
Ricordo bene, che i cavalieri che rimanevano seduti sulla sella, non riuscivano nemmeno a sfiorare le galline, mentre i più audaci si alzavano in piedi sul dorso dei cavalli ed anche se gli addetti a tirare le funi le alzavano sempre più in alto, in quattro o cinque tornate riuscivano ugualmente a farle tutte fuori.
Forse all'ardire di quelli che correvano in piedi, suppongo che in seguito sia nata la corsa delle pariglie. terminata la guerra non ricordo che ci siano state cursas de sas puddas (corse delle galline), ma ricordo benissimo le processioni del Corpus Domini, Sant'Antonio, San Pantaleo, san Francesco e della Madonna di Lourdes.
Dopo la sfilata l'appuntamento era dal fotografo Delrio e li in una strada non ancora bitumata, tutti i giovani che sapevano cavalcare, sfidavano i grandi cavalieri reduci dalla guerra.
I ragazzi di quel tempo sembrava che fossero nati a cavallo e correrer le pariglie era come ora per i piloti correre con la ferrari in formula uno.
Voglio aggiungere che la passione del cavallo per i macomeresi non era solo currere a puddas, pariglie o corse piane, ma sopratutto corsa ad ostacoli, che a quei tempi ogni occasione era buona per sfidarsi saltando siepi e muri di campagna.
Ricordo che nel lontano 1954 fecero per la prima volta in paese, un percorso nazionale ad ostacoli a cui parteciparono i sardi Gutierez, Oppes, Sanna e i famosi fratelli Dinzeo.
Nella gara riservata ai locali, tre o quattro macomeresi riuscirono a fare percorso netto.
Bos pedo atteros pagos minutos de passenzia, gia chi Claudio m'at dadu su titulu è poete, pro non lu ogare a faularzu apo pasticiadu pagos versos pro s'occasione (vi chiedo altri pochi minuti di pazienza, dato che Claudio mi ha dato il titolo di poeta per non considerarlo bugiardo ho pasticciato pochi versi per l'occasione).

Usanzias Nostras - usanze nostre

In su nostru terrinu marginesu - nel nostro territorio del Marghine
dae s'edade antiga pius remota - dall'età antica più remota
s'arte e andare a caddu s'est connotta - l'arte di andare a cavallo si e conosciuta
e ancora oe tenet mannu pesu - e ancora oggi ha un grande peso

Finas Don Deodatti, lussurzesu - persino Don Deodato lussurgese
su prus espertu in caddos: mente dota - il più esperto di cavalli: mente dotta
at nadu chi sa nostra zona tota - ha detto che la nostra zona tutta
sempre sas menzus razzas at mantesu - sempre la miglior razza ha mantenuto

Sos giovanos modernos si bi proen - i giovani moderni provino
a currer puddas, a fagher pariglias - a correre le galline e a fare pariglie
cun fieresa e cun coraggiu andene - con fierezza e con coraggio vadano.

Cussas bellas usanzias rinnoen - quelle belle usanze rinnovino
e si s'agatan munzus meraviglias - e se si trovano al mondo meraviglie
a pustis c'an proadu si dimandene - dopo che hanno provato chiedano
e in su enidore la tramandene - e dal genitore la tramandino

Salvatore Murgia





Prof. Pier Gavino Vacca

Giornalista dell'emittente televisiva TELENOVA, scrive si quotidiani locali, autore di relazioni e studi sulle origini del cavallo nel Marghine, gia docente di scuole superiori

Storia del cavallo nel Marghine





Maurizio Cossu



Segretario del Consorzio Produttori del Marghine, importante realtà dell'agroalimentare del centro Sardegna, promuove iniziative aggregate di valorizzazione del territorio con partner nazionali europei e dei paesi terzi sui temi delle tipicità legate alla tradizione locale. E' costantemente impegnato nella realizzazione di progetti con Enti pubblici e privati.


L’importanza degli antichi sapori nella promozione del Marghine

Patrimonio: ricchezza, capitale, fortuna, tradizione, sostanza = CULTURA.
Riferito alla ricchezza rappresentata dalle nostre produzioni agroalimentari saldamente legate
all’enorme tesoro culturale della nostra terra e dei suoi uomini e donne.
Il residuo patrimonio del” saper fare”, dell’usare materie prime e metodi tradizionali per realizzare prodotti di eccellenza, originali e speciali, rappresenta il valore aggiunto, l’impresa non delocalizzabile che garantisce continuità sociale ed economica a prescindere in questo mondo globalizzato.
Il mondo agropastorale ha concepito il proprio prodotto ,come direbbe Bachisio Bandinu, “su casu meu, su pane meu, su trigu meu” ("il mio formaggio, il mio pane il mio grano"), non finalizzato progettualmente al commercio ma alla famiglia e allo status sociale al suo dimostrare di saper fare.
Il mondo moderno ha invertito l’obiettivo e ha impostato la produzione “pro endere” ("per venderla"). E se prima la qualità e bontà delle produzioni era intrinseca e non aggiungeva valore al prodotto, tante volte, ora, il pressapochismo e la frode denigrano produzioni, territori e uomini e solo il richiamo artefatto ad artigianalità e tradizione rende possibile il commercio.
Salvaguardare, proteggere e tramandare modi tempi e mezzi del saper fare è un obiettivo e una necessità prioritaria di salvaguardia delle nostre comunità, soprattutto le più piccole, dove è difficilissimo fare impresa, dove è ancora più difficile trattenere i giovani per mancanza di opportunità.
Promuovere e sostenere le nostre produzioni, la loro commercializzazione e il suo consumo è sempre più consapevolezza non solo economica ma soprattutto antropologica e sociale; un obiettivo da condividere come progetto collettivo forte, partecipato ma anche tutelato nella sua genuinità culturale.

Maurizio Cossu







Rag. Roberto Lai
Studioso di storia della Sardegna Catalano Aragonese:
L'influenza Catalana nel Centro Sardegna





Salvatora Miscali


Insegnante, da sempre impegnata nel sociale, trasmette a chi la ascolta l’entusiasmo di raccogliere e divulgare testimonianze che riportano fedelmente alle nostre origini. Le sue pubblicazioni: Tradizioni popolari nel Marghine, un libro di ricette sarde “Sapores Antigos” (Sapori Antichi) e una raccolta di poesie “Pensamentos e Ammentos” (Pensieri e Ricordi).


Macumere: Carrasegare in sa memoria


Questo convegno, voluto fortemente dall’Associazione Cavalieri di Macomer non poteva trovare collocazione temporale migliore del carnevale giacchè gli argomenti sono relativi a questo periodo: giostre equestri e “Carrasegare in sa memoria” (Carnevale nella memoria).
Raccontare, dunque la tradizione popolare carnevalesca di Macomer. Per ricordare il carnevale del passato, dei nostri avi, perché si crei un rapporto intergenerazionale che sia filo conduttore che unisce il passato al presente e al futuro. Perché niente del passato vada perduto, perché si perderebbe una parte della nostra storia, della nostra identità.
Sono un’appassionata di tradizioni, usi e costumi della nostra terra. Una curiosona alla ricerca di notizie del passato, che raccontate in maniera semplice ma con passione, ci presentano quadri di vita paesana meravigliosi. Ciò che vi racconterò, o almeno la maggior parte, non sono notizie lette sui libri, ma è frutto di ricerche sul campo, testimonianze raccolte dalla viva voce di persone anziane (85 – 90 anni) del paese, che avevano vissuto cio che raccontavano.
Macomer non ha mai avuto una ricca cultura carnevalesca. Non ha avuto e non ha una maschera che la caratterizzi, come tanti altri paesi: Oristano Mamoiada, Ottana e altri.
Il carnevale macomerese era un carnevale semplice, povero ma non per questo meno divertente ed allegro. Ci si divertiva con poco. Bastava un lenzuolo, una pelle di pecora, un copricapo particolare, per mascherarsi.
I ragazzi indossavano abiti femminili, le ragazze abiti maschili, si formavano i gruppi e si ballava in strada al suono dell’organetto. Si andava poi in casa di amici e parenti e si festeggiava con zippole fumanti ed un bicchiere di vino.
Macumere, cumente apo gia nadu, no at appidu tradiziones particolares po carrasegare. Sas pessones intervistadas at ammentadu tres o battor momentos de divertimentu:

“Sa cursa de tiu Atzori”
“Sa cursa a Puddas”
“Sa morte de su Negus”
“Sa die de sa padedda”

“Sa cursa de tiu Atzori”

Tiu atzori fit un’allegrone de sa idda. Li piaghiat a si divertire e a fagher divertire.
Si estiat cun pedde d’erbeghe a sas cales attaccait campanas e campaneddas. A unu paraccu irde, de cussos ch’impittain sos massaios, attaccait aranzu, cariga, carammellas e cuminzait sa cursa issu a dananti e sos pizzinnos in fattu. Sos pizzinnos devianti staccare a mossu, senza s’azudu de sos mannos, su chi fit attaccadu a su paraccu. Ma tiu atzori cando sos pizzinnos fit attesu su paraccu l’abbassait, cando fint vicinu l’arziait. Currinde cantaint:
Evviva tiu Atzori
Chi nos dat sa confettura
E a issu meda ula
Evviva ! Evviva!
A sa fine de sa cursa, tiu atzori imbolait in aria cariga, carammellas, aranzu, nughe, confettura, po s’allegria de sos pizzinnos.

“Sa cursa a Puddas”

Su momentu pius importante e su chi sos macumeresos aspettain de pius fit “Sa cursa a Puddas”. Sa zente, mannos e minores accudiant a s’istradone po assister a sas proas de abilidade de caddos e cavalieris. Su protagonista principale, su prim’attore fit su caddu bene mudadu e allenadu a sa cursa.
Sa cursa si faglia sa urtimas dies de Carrasegare. Sos cavalieris bestiant camisa bianca guarnida de randa modandones longos, sempre biancos e guarnidos de randa issos puru.
Vicinu a su Municipiu si prendiat una fune dae una parte a s’attera de s’istradone, presa a sos braccones de sas domos. A sa fune beniat appiccada puddas bias a conch’in giosso. Sas padda beniant regaladas dà sas famiglias de sa idda. Sa cursa cuminzait dà S’albergo Toscanu, in sa parte arta de s’istradone (Cursu). Sos cavalieris ispronaint sos caddos chi currinde a tottu fua arrivaint vicinu a inue fint sas padda, si pesaint reos e li stiraint su trugu. Chie bocchiat pius puddas, fit cunsideradu su pius bravu.
Custa tradizione at resistidu in su tempus. Po medas annos però non s’est fatta. Como est appuntamentu fissu
Sos caddos in macumere an tentu sempre importu mannu ca fit istrumentu de trabagliu, mezzu de trasportu e motivu de braga po sos giovanos in occasiones de festa. A sa festa s’andait a caddu, bestino in costumene.

“Sa morte de su Negus”

S’urtima die de carrasegare in piazza de Mulinu si brusiaiat su “Negus”: un’assustapuzzones nieddu imbuttidu de fenu e sa zente ballait a giru a giru cantaint: “carrasegare meu non tich’andes abbarra ca ti frio duos oos.
Sa die de sa chisina si andait a domandare oos dae domo in domo.

“Sa die de sa padedda”

S’urtimu appuntamentu fit Sa die de sa Padedda.
In diversos puntos de sa idda si prendiat una fune da una parte a s’attera de sa carrela e si bi appiccait tres o battor padeddas de terraglia prenas de abba, chsina, farina aranzu, confettura, sorighes bois. Si bendait una pessone e cun d’unu fuste deviat segare sas padeddas.
A pustis de s’urtima gherra sa festa si faglia in sas salas de ballu.
Su carrasegare est finidu e lu cherzo serrare cun duos versos

Oe inoghe

A cust’incontru oe so ‘ennida
Po faeddare de contos de’ idda mia
Paris cun d’una bella cumpanzia
De custa terra amabile e dechida.
Fideles a sa jamada rezida
Isprueramos sas tradiziones
Chi sepultadas sunt in sos cuzzones
E isettant de torrare a noa vida.
S’intenzione nostra est solu gai
Po chi sos ammentos non morzana mai

Salvatora Miscali



Testimonianze
Chi avrebbe voluto essere presente

Ariuccio Carta


Avvocato Cassazionista già Deputato e Senatore della Repubblica è stato Ministro dell'industria, del Tesoro e della Marina Mercantile, competente allevatore di cavalli da sempre segue l'Associazionismo equestre. E' intervenuto in materia di valorizzazione equestre della Sardegna anche con disegni di legge in materia di riforma degli Enti equestri.

Invia alla nostra Associazione il testo accompagnato da una lettera che pubblichiamo, doverosi i ringraziamenti per il suo contributo

lettera

Disegno di legge 1

Disegno di legge 2

Disegno di legge 3







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