Associazione cavalieri Macomer


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Bosa

iniziative

Bosa e la sua storia



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Il 1297 è una data che segna la nascita del Regno di Sardegna e Corsica per volontà di Papa Bonifacio VIII che nominò il re Giacomo II di Aragona. Il potere aragonese era motivo di preoccupazione dei Malaspina che temendone l’avanzata fecero erigere ina torre per proteggere il castello.Il 2 novembre 1308 Moruello, Corrado e Franceschino Malaspina cedettero il castello di Bosa a Giacomo II per poi passare nel 1317 al Giudicato d'Arborea. L'alleanza tra l'Arborea e l' Aragona, era destintata a non durare a lungo. l' 11 giugno 1326 segna il giorno in cui i Malaspina escono dalla storia bosana Azzo e Giovanni delegarono il fratello Federico nelle trattative col re d'Aragona per la cessione di Bosa e della Curatoria di Planargia e nel 1 maggio 1328 Alfonso il Benigno, re d'Aragona, concesse in feudo il castello al giudice arborense Ugone II de Bas-Serra: la città e il suo territorio entrarono allora a far parte delle terre extra iudicatum dell'Arborea. Il figlio di Ugone, Mariano IV, ruppe però l'alleanza con gli Aragonesi, e nel suo tentativo di unificare la Sardegna sotto di sé fece imprigionare, nel dicembre del 1349, il fratello Giovanni, Signore di Bosa dal 1335, e fedele alla vecchia alleanza. Il castello di Bosa era

una roccaforte di grande importanza strategica per il controllo della Sardegna, e tanto Mariano quanto Pietro IV il Cerimonioso, desiderosi di impossessarsene, cercarono di farselo cedere dalla moglie di Giovanni, la catalana Sibilla di Moncada; ma ella tirò per le lunghe le trattative, finché il 20 giugno 1352 Mariano lo prese con la forza. Bosa fu quindi sotto il controllo dei giudici d'Arborea Ugone III (- '83), ed Eleonora ( 1383- 1404), che ne fecero la loro roccaforte nella guerra contro gli Aragonesi; alle trattative di pace tra Eleonora e Giovanni I di Aragona, il 24 gennaio 1388, la città inviò il proprio podestà con centouno rappresentanti che firmarono gli atti, separatamente dal castellano e dai funzionari e rappresentanti feudali. L'esistenza a quel tempo di un'organizzazione comunale, oltre che da questo fatto, è dimostrata dai quattro capitoli degli statuti di Bosa citati in un atto notarile seicentesco. La città era dunque divisa tra la parte di pertinenza del castello, e quindi soggetta al feudatario (quartiere di Sa Costa) e il libero comune (quartiere di Sa Piatta), retto dagli statuti.


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nelle foto in alto stemma dei Malaspina e foto con stemma di Pietro IV il Cerimonioso


Binza e Campus



partenza ore 9 Maneggio Binza e
Campus
territori 1 Bosa
percorso Km.
15
media difficoltà
pausa pranzo no
punti di sosta 1 Punta Minerva
durata 3 ore
altimetria minima
altimentria
massima

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VIDEO


Ai piedi del Castello di Malaspina il maneggio Binza e Campus, di proprietà degli istruttori equestri Emanuela e Gianni Fiori, la cui accoglienza e cortesia sono i principali punti di forza. Ci descrivono brevemente l'escursione equestre censita come di media difficoltà. Si percorre il sentiero sinuoso che si snoda tra le terrazze olivetate del Monte Contra. Alcuni tratti, quelli più impervi si percorrono a piedi e finalmente si arriva al belvedere di punta Minerva dal quale si scorge la diga del fiume temo.





Dopo una breve sosta si prende la via del ritorno percorrendo un sentiero si osserva il roccione di Rocca Pischinale e più avanti con un pò di fortuna e se il tempo lo permette, si possono ammirare i grifoni. Gli olivi di varietà bosana fanno da contorno ad un paesaggio incontaminato che guarda il mare all'orizzonte.







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